|
Pacentro  |
È uno dei più conservati d'Abruzzo, posizionato sui primi contrafforti del Morrone a 650 metri di quota. È stato anch'esso restaurato dalla Sopraintendenza B.A.A.A.S. per l'Abruzzo ed è in parte visitabile. Una delle prime citazioni documentate è quella del Chronicon Casauriense del secolo XI, ma le strutture attuali riguardano il fortilizio tre-quattrocentesco, la Roccaforte angioina dei Caldora della seconda metà del 1300 e quella dei duchi Cantelmo sotto il regno aragonese.
Qui siamo di fronte ad un castello rinascimentale vero e proprio, cioè ad una dimora del feudatario munita per la difesa: inizialmente completava probabilmente un sistema difensivo magellese, proteggendo il paesaggio dalla dalla valle di Sant'Eufemia e Caramanico e quindi l'accesso dalla costa alle zone interne.
Sotto i Cantelmo costituiva invece uno dei quattro vertici del sistema difensivo di questa signoria nella Conca Peligna con i castelli di Prezza, Pettorano e Popoli. Ha pianta trapezoidale, doppia cinta muraria, tre torri prismatiche alte dai 23 ai 24 metri, più antiche nella cinta interna, tre bastioni cilindrici nella cortina esterna, successiva al 1418, e fondazioni di edifici abitativi. Appertenuto con alterne vicende ai Caldora e ai Cantelmo per gran parte dei secoli XIV e XV, passò agli Orsini, ai Colonna e a Maffeo Barberini in quelli successivi fino alla sua alienazione in favore del Comune di Pacentro nel 1957 da parte dell'ultima proprietaria. Il percorso più suggestivo per raggiungere il castello passa attraverso i vicoletti del borgo medievale, partendo dalla piazza maggiore.
|
 |
|
|