Logo Comunità Montana Peligna con annessa foto Valle Peligna
homepage chi siamo dove siamo come arrivare info area istituzionale area informativa


home * area informativa * da vedere * Centri medievali * Sulmona Stampa la pagina Logo stampante  

Itinerario

medievale

nella Conca Peligna



Foto: Facciata Palazzo Sardi, sede della Comunità Montana Peligna

Palazzo Sardi

Sede Comunità Montana

 

SULMONA/pagina2

[««« precedente]  [ 1 | 2 | 3 | 4 ]  [successiva »»»]

Particolare della torre campanaria, dalla forma a scarpa della Chiesa di S. Francesco della ScarpaL'ingresso su corso Ovidio, corrispondente al portale laterale dell'antica chiesa, smentisce la sua funzione secondaria con la maestosità dell'apparato decorativo: preceduto da una scalinata che ne esalta l'impatto visivo, il portale a tutto sesto, fortemente strombato, accoglie nella lunetta la Madonna col Bambino tra S. Francesco e S. Maria Maddalena, affresco degli inizi del '500. A sinistra è addossata la torre campanaria, dalla forma a scarpa, aggiunta probabilmente dopo il terremoto del 1456 con funzione di sostegno.

Particolare arcate dell'acquedotto Di fronte si snoda la spettacolare sequenza delle ventuno arcate dell'acquedotto costruito, come recita l'iscrizione posta tra il settimo e l'ottavo arco, regnante Manfredi di Svevia nell'anno 1256. La poderosa opera di architettura civile si sviluppa per una lunghezza di oltre 100 metri e fino agli inizi 

dell'Ottocento comprendeva un ramo secondario che, attraversando corso Ovidio, riforniva di acqua l'area occidentale dell'abitato.
Attraverso gli imponenti archi ogivali della struttura si apre alla vista il grandioso spazio di piazza Garibaldi, l'antica Piazza Maggiore, sede del mercato fin dall'età sveva, delimitata dalla doppia cornice degli edifici sacri e privati e delle alture del Morrone e della Majella.
Vista di piazza Garibaldi, l'antica Piazza Maggiore.

Importanti edifici medievali ornano la piazza: ad una estremità dell'acquedotto il complesso monastico di S. Chiara, di fronte la gotica facciata della chiesa di S.Filippo, datata 1315. Preceduta da una scenografica scalinata, interrotta da un portale barocco, la chiesa di S. Chiara rivela poco delle sue origini duecentesche dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1706. All'interno si conserva la tomba della Beata Floresella di Palena, fondatrice dell'attiguo convento nel 1260, come ricorda l'iscrizione murata nel paliotto dell'ultimo altare sulla destra. Un ciclo pittorico del Due-Trecento con Scene della vita di Gesù e di S. Francesco di Assisi è stato rinvenuto pochi anni fa nella chiesa interna al monastero, riservata alle Clarisse. Del tutto peculiare la storia della chiesa di S. Filippo, alla cui facciata grezza sul finire dell'ottocento fu addossata l'attuale, pertinente all'antica chiesa di S. Agostino, un tempo prospiciente il piazzale Carlo Tresca nei pressi della Villa Comunale, andata distrutta insieme all'annesso monastero col sisma degli inizi del Settecento. Contrasta quindi con il modesto interesse dell'interno della chiesa il bel portale ogivale inserito in un frontone cuspidato ornato al centro dal rilievo scultoreo raffigurante S. Martino che dona il mantello al povero; l'affresco quattrocentesco che ornava la lunetta, con la Madonna col Bambino tra S. Lorenzo e S. Agostino, fu staccato in occasione del trasferimento della facciata ed è conservato in una sala del Museo Civico.

Ritornati su corso Ovidio si incontra dopo qualche decina di metri sulla destra un'ampia piazza in pendenza, al sommo della quale domina la chiesa di S. Maria della Tomba, bell'esempio di stile romanico abruzzese caratterizzato dal coronamento orizzontale e dalla presenza del rosone, che un'iscrizione posta in basso a destra ci dice lavorato nel 1400 a spese di Palma de Amabile. L'edificio, sorto nel XII secolo secondo la tradizione sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Giove e in prossimità del luogo dove si dice fosse la casa del poeta Ovidio, ebbe un'importante fase tardomedievale testimoniata dalla facciata e dalle strutture portanti dell'interno. Il  portale gotico ricorda quelli della Cattedrale e della chiesa di S. Francesco della Scarpa, ed è presumibilmente databile agli stessi anni, sul finire del Trecento, mentre le porte lignee furono eseguite nel 1441. Al fianco destro della chiesa nel 1424 si addossò un ospedale, di cui oggi resta solo la facciata "a vento' con una finestra bifora.

chiesa di S. Maria della Tomba
Particolare del rosone - chiesa di S. Maria della Tomba
Alla fine degli anni Sessanta la chiesa è stata oggetto di un radicale restauro teso soprattutto alla restituzione dell'aspetto originario dell'interno, pesantemente compromesso dalle trasformazioni del 1857. L'intervento ha riguardato anche il ripristino della originaria copertura a travatura lignea (che ha comportato la sopraelevazione della facciata esterna con l'aggiunta di alcuni corsi di pietra conclusi da una cornice ad archetti pensili) e il parziale recupero di brani di affreschi parietali, tra cui alcuni dipinti sul finire del Trecento per lascito testamentario. Da notare infine un bassorilievo con Adamo e Eva sul pilastro sinistro del transetto ed una campana fusa nel 1314 da Bartolomeo da Pisa, posta nell'angolo a destra dell'ingresso. Bassorilievo con Adamo e Eva
[««« precedente]     [ 1 | 2 | 3 | 4 ]     [successiva »»»]

Ritorna all'inizio pagina


Comunità Montana Peligna 2003 © sito ottimizzato per Explorer 5.0 o superiore, risoluzione video 800 x 600 © design & powered by Gabriel De Pamphilis