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Itinerario
medievale
nella
Conca Peligna
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Palazzo
Sardi
Sede
Comunità Montana
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Lungo
l'asse viario inquadrato da questa
porta ve né una seconda, Porta Molina,
accesso secondario già presente nella
cinta muraria altomedievale, che si
presenta oggi in strutture di epoca
molto tarda, con arco in pietra a
tutto sesto preceduto all'interno da
una volta a botte di maggiore altezza
e ante ancora in situ. Utilizzando
questo passaggio e percorrendo in
discesa la rampa di accesso si ritorna
sulla circonvallazione occidentale,
dove poco oltre si incontra Porta
Sant'Antonio, con arco ogivale poi
ribassato da una lunetta affrescata
sul lato interno con l'immagine del
Santo di Padova. La parte superiore fu
adibita forse nel '700 ad abitazione
privata, come testimonia lo stemma con
tre melegrane che la famiglia Granata
appose sul vertice dell'arco esterno;
questa porta sostituì nella funzione
la soprastante Porta Filiamabili,
anch’essa a sento acuto, posta sulla
sommità di una ripida rampa a
chiusura dell’abitato antico.
Non
lontano sorge Porta Santa Maria della
Tomba che deriva il nome dalla vicina
chiesa, attorno alla quale all'inizio
del Trecento si venne formando
l'omonimo borgo. |
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| Le
attuali strutture della porta sono
secentesche: l'apertura ad arco è
stata successivamente chiusa da una
lunetta affrescata sul lato interno
con una Deposizione, che la volta a
botte su cui poggia il piano superiore
immerge nella penombra.
Percorso,l’ultimo tratto della
circonvallazione occidentale si
ritorna a Porta Napoli, completando
così il circuito delle mura. |
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| Negli
immediati dintorni della città, in
particolare ad est nella frazione di
Badia, si trovano importanti edifici
di origine medievale, come la Badia di
S. Spirito al Morrone e l'Eremo di
S.Onofrio. Entrambi devono la loro
fondazione a Pietro Angelerio da
Isernia, divenuto papa nel 1294, col
nome di Celestino V. |
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| L'edificio
conventuale, fu eretto
in forme modeste alle
pendici del monte
Morrone nella prima
metà del '200,
divenendo
successivamente sede
dell’abate generale
dell'Ordine dei
Celestini fondato dal
santo eremita; nella
chiesa inferiore si
conserva un affresco
dei primi decenni del
‘300 raffigurante
Pietro Celestino che
dispensa la regola. Fu
ampliato e abbellito
nel '500 e ancora nel
secolo successivo, poi
trasformato a seguito
del sisma del 1706.
Dopo essere stato
adibito per decenni a
casa di
reclusione,l'imponente
complesso è
attualmente oggetto di
un intervento di
recupero che
non ne consente
la visita. Altro
edificio legato a
Celestino V è l'Eremo
di S. Onofrio, situato
a mezza costa del
monte Morrone.
Partendo dalla Badia
si raggiunge in auto
il piazzale belvedere,
proseguendo poi a
piedi lungo una mulattiera. |
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In
un piccolo oratorio
dalla volta stellata
si trovano gli
affreschi più
antichi, eseguiti da
un Magister Gentilis
alla fine del
Duecento: sulla parete
di fondo è affrescata
una Crocifissione con
i dolenti e angeli,
nella lunetta
soprastante la Madonna
in trono col Bambino,
nella sovrapporta di
fronte le mezze figure
di S. Benedetto tra S.
Mauro e S. Antonio
Abate; sulla parete
sinistra un altro
affresco che
rappresenta S. Pietro
Celestino in abiti
pontificali, eseguito
poco dopo la sua
morte. Una gradinata
esterna conduce alla
grotticella scavata al
di sotto dell'oratorio
dove i fedeli
praticano la
litoterapia,
adagiandosi in un
incavo della roccia
che secondo la
tradizione reca
impressa l'impronta
del corpo del Santo,
e
compiendo la
strofinazione rituale
delle pareti -
stlillanti acqua
ritenuta miracolosa -
con le parti del corpo
colpite da artrosi e
malattie reumatiche. |
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