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Anversa  |




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Poco prima di giungere ad Anversa, lungo la strada proveniente da Sulmona, è visibile sul lato destro della carreggiata una parete ghiaiosa con i resti di una necropoli.
Sono visibili, in particolare, degli incavi vuoti scavati nella ghiaia.
L'antico sepolcro, già identificato da Antonio De Nino alla fine dell'ottocento, era costituito da tombe a camera scavate nella ghiaia, cosiddette "a cripta" o "a grotticella".
Ogni camera funeraria era preceduta da un corridoio (dromos) e non presentava banchine di deposizione.
I corredi e la tipologia delle sepolture, riscontrata anche a Sulmona e a Corfinio e tipica della Conca Peligna, datano la necropoli al periodo preromano, intorno al IV-III sec.a.C.
Lungo la strada che collega il paese a Cocullo, in localit Coccitelle, presso il cimitero di Anversa, è stata indagata una necropoli coeva alla precedente ma con tombe di tipo differente.
Si tratta infatti di tombe a fossa rettangolari, scavate nel terreno, "foderate" e ricoperte con lastre di pietra calcarea.
Anche qui i corredi risalgono al periodo preromano (dal IV secolo a.C. in poi), con punte fino al I sec. a.C.
È evidente dunque la presenza nella zona di uno o più insediamenti italici, secondo il sistema paganico-vicano, costituito da piccoli villaggi organizzati territorialmente in organismi maggiori, i pagi.
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