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Colle San Leopardo  |
Il territorio di Pacentro, famoso per il suo castello, vanta
in realtà testimonianze ben più antiche del periodo
medievale. Basti pensare che nei pressi del paese attuale, in
località "Balze del Morrone", sono visibili
in un riparo roccioso alcune pitture rupestri, databili tra
l'Encolitico e la prima età del Bronzo. Si tratta di
figure umane stilizzate dipinte con ocra rossa, disposte forse
a raffigurare una cerimonia religiosa. Se tale contesto attesta
la precoce frequentazione umana di questo territorio, non mancano
testimonianze relative all'epoca italica e romana. Sul Colle
San Leopardo, a sud del paese attuale, si conservano notevoli
resti di un edificio del I sec.a.C., forse una grande villa
rustica, costruito sulla roccia del versante settentrionale
dell'altura e terrazzato.
Le strutture visibili giungono fino a m.7 di altezza, sono in opera quadrata e incerta; sono distinguibili almeno tre ambienti collegati tra loro e a quote differenti, due dei quali presentano sulle pareti delle piccole nicchie.
Le caratteristiche riscontrabili fanno pensare ad ambienti di servizio di un edificio più esteso. Su un blocco della costruzione è visibile una scultura apotropaica raffigurante un doppio fallo sormontato da una figuretta umana.
Sempre dall'edificio proviene un altro rilievo apotropaico rafigurante simboli fallici, strumenti da muratore, l'alzato di un muro e frammenti di un'iscrizione che data la scultura, ora al Museo Civico di Sulmona, alla fine del I sec.a.C. Le caratteristiche dell'edificio, assai ben conservato nonostante lo stato di abbandono, fanno pensare ad un'antica "azienda agricola", simile a tante altre che dovevano costellare il fertile territorio peligno e i rilievi minori. L'ambiente maggiore venne nel medioevo riutilizzato come chiesa campestre, dedicata a San Leopardo, poi abbandonata in seguito ad un terremoto.
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