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Secondi Piatti *
Foto: Baccalà in umidoIl capitolo pietanze, forse il più eterogeneo, comprende le carni, in primo luogo quelle ovine e suine che, oltre al pollame e al coniglio, rappresentano di certo il grosso della cucina tradizionale peligna.

- Agnello
Costatelle alla brace, cosciotto alle erbe di montagna, trippa e marro (a base di frattaglie, budelline e rizza). Classica la cuccett, testina con pan grattato, origano e prezzemolo al forno.
- Castrato
Viene consumato prevalen temente sotto forma di arrosticini, tipici spiedini di piccole dimensioni cotti su speciali canalette con brace di carbonella.
- Pecora
Quasi sempre viene preparata stracotta a lu cuttur.
- Capretto
Si consuma solo a Pasqua alla griglia; la capra si prepara "laureata" con molto alloro, uova, vino cerasuolo, aglio rosso, peperoncino, pomodoro e pecorino.
- Maiale
La porchetta, immancabile in tutte le feste paesane; poi costatelle, spuntature, spezzatini, prosciutto al forno e per concludere la straordinaria panonta, spuntature di maiale appena macellato fritte nel la sugna e servite con fagioli cannellini su grandi fette di pane casereccio.
- Cinghiale
Ultimamente ha conquistato una posizione di rilievo nel circondario e ormai occupa stabilmente spazi che prima erano esclusivi del maiale; lo troviamo cotto al forno con bacche di ginepro, a irrobustire salse e soprattutto sotto forma di salsicce, salami, prosciutti ecc.
- Coniglio
Di norma si prepara 'mbria che con aglio rosso, vino bianco da uva camplese, olive nere, olio extra vergine di oliva e rosmarino.
- Vitello e Manzo
Si mangia di preferenza il fegato con aceto, salvia e peperoncino, il lesso con patate e carote e più raramente delle generose bistecche al sangue.
- Cavallo
Molto raro lo troviamo, soprattutto negli antipasti, sotto forma di straccetti.
- Pollame
Diffuso il lesso, spesso si consuma anche in casseruola con i peperoncini; arrosto è un classico, meno comune in casseruola con le olive. Il tacchino, come il pollo, finisce quasi sempre in casseruola, a differenza dell'anatra che dopo una lunga frollatura si cucina con lardo e limone.
- Trota
Finisce spesso sulla brace spennellata con un rametto di rosmarino immerso in un in tingolo a base di olio extra vergine di oliva, aceto, aglio rosso di Sulmona e sale.
- Baccalà
Si prepara con sedano, olive nere, uva passa, pinoli, cipolla e peperoncino. In alternativa, il pesce secco si cuoce lentamente con peperoni rossi dolci e peperoncino piccante.

curiosità
Particolari fritti, ottenuti con una pastella acqua e farina, a base di cavolfiore, alici o baccalà sono ancora in uso in molti paesi peligni nel giorno di San Silvestro. A Sulmona tali fritti sono chiamati ancora ficore fritte (fichi secchi fritti), perché un tempo erano proprio i fichi secchi ad essere fritti in olio e spalmati di miele.

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