IL DAVIDE APPENNINICO RIENTRA VITTORIOSO DAL CONFRONTO COL
GOLIA DELLE ALPI: UN ALTRO ORO PER I FORMAGGI DI PARCO PRODUCE.
E’ un Davide abruzzese, che con temerarietà e
armato solo dei formaggi della sua tradizione, osa sfidare
il Golia delle Alpi: e ne esce nuovamente vittorioso. I formaggi
di Parco Produce, il consorzio di Anversa degli Abruzzi che
riunisce piccoli produttori fedeli ai territori e alla storia
pastorale d’Abruzzo, hanno nuovamente conquistato l’oro
sulle Alpi, come qualche anno fa in occasione delle Olimpiadi
del Formaggio. Ed è ancora una volta nella splendida
cornice di S. Vincent che i formaggi abruzzesi salgono in
cima al podio, per riportare a casa la “Grolla d’Oro”
(la Grolla è il tipico boccale in uso nel Nord): un
nuovo riconoscimento ai sapori e ai saperi degli Appennini,
da parte di una zona – quella delle Alpi – dove
la cultura casearia ha ben più solido sviluppo e considerazione.
Questa volta gli onori dell’oro sono andati alla ricotta
scorza nera e al Gregoriano dell’Azienda Rotolo Gregorio
di Scanno; una ricotta di pecora in allevamento tradizionale
e biologico, leggermente salata e fatta stagionare massaggiandola
delicatamente, fino a che non forma una buccia scura esterna,
dalla quale prende il nome di “Scorza nera”; e
il Gregoriano, frutto proprio dell’innovativo innesto
in zona appenninica della lavorazione “lattica”,
tipica delle Alpi (una coagulazione del formaggio molto più
lenta, che richiede dalle 24 alle 36 ore).
Il concorso “Grolla d’Oro”, svoltosi alla
fine di novembre, è stato promosso dall’Associazione
Caseus Montanus, da sempre impegnata nella diffusione e promozione
dei formaggi di montagna, insieme all’Associazione Nazionale
Assaggiatori di Formaggio (ONAF). La competizione ha visto
la partecipazione di produttori nazionali ed internazionali,
ad ulteriore onore e riconoscimento della grande qualità
che ha portato nuovamente i produttori di Parco produce in
cima al podio.
Sempre più la promozione
turistica d’Abruzzo è legata a questi prodotti,
che esprimono al meglio la collusione tra territorio e tradizioni;
una promozione svolta spesso in proprio e con temerarietà
dalle aziende pastorali, che rilanciano il nome della Regione
a favore di un turismo enogastronomico che oggi è ritenuto
uno dei maggiori attrattori per lo sviluppo del prossimo futuro.
Un’azione di promozione fatta da aziende che quotidianamente
devono sopravvivere al trend negativo che ha visto negli ultimi
anni una riduzione drastica del numero di capi e di imprenditori
sul nostro territorio, frutto anche dei mancati interventi
da parte dei responsabili della politica agricola, mentre
questa ricchezza di prodotti ed immagine mantiene alta la
reputazione di una regione che continua ad investire su opere
costose e su uno sviluppo poco rispettoso dell’ambiente.
 |