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  • Comune Cansano




    INDIRIZZI E NUMERI UTILI

    MUNICIPIO

  • Sede del Comune: Viale F. Villani
    C.A.P. 67030
    Tel. 0864.40131
    Fax 0864.408790
    Sito internet:

    E - Mail:
    comunedicansano@libero.it
    Abitanti: 311
    Altitudine s.l.m.: 835 m. s.l.m.
    Mercato settimanale: No
    Patrono: San Giovanni
    Distanze in Km: da Sulmona 12 Km

  • FRAZIONI

  • INFORMAZIONI TURISTICHE
  • Ente Parco Nazionale della Maiella
    V.le Felice Villani, 1
    tel.: 0864.408003

  • ASSOCIAZIONI
  • Sito web Museo Cansano
    http://www.museocansano.it
  • Associazione Culturale "Nova" (gestisce il sito archeologico di Ocriticum)

  • EMERGENZE
  • Soccorso Pubblico
    Tel. 113
    Vigili del Fuoco
    Tel. 115
    Soccorso ACI
    Tel. 116
    Corpo Forestale dello Stato
    Comando Stazione
    v.le F.Villani
    Tel.: 0864.40248
    Stazione Carabinieri
    Tel. 0864.40113

  • EMERGENZE SANITARIE
  • Pronto Soccorso
    Tel. 118
    Guardia medica
    Circ. Campo di Giove
    p. Regina Margherita
    Tel. 0864.40309
    Guardia medica turistica
    Nei mesi di luglio e agosto
    Tel. 0864.

  • UFFICI POSTALI
  • v. Civitella
    Tel. 0864.40118

  • TRASPORTI PUBBLICI
  • Stazione Ferroviaria
    Stazione di Cansano - Fermata a richiesta

    Autolinee [ARPA]
    Autolinee Region. Pubbliche Abruzzesi
    Info tel. 085.4215099
    SCHIAPPA
    via Autostrada per Roma
    Info: Tel.0864.74362 - Fax 0864.74530

  • TEMPO LIBERO
  • - Biblioteca Comunale
    - Campi sportivi: calcio e calcietto
    - Museo dell'Emigrazione
    - Sito archeologico
Storia
Ingrandisci l'immagine - il collegamento si aprirà in una nuova finestra Reperti dell'età del ferro e consistenti resti di fortificazioni preromane (Colle Sant'Angelo e Monte Mitra) testimoniano la presenza dell'uomo nel territorio di Cansano già in epoca arcaica. In particolare le recenti acquisizioni di carattere archeologico in località Tavuto forniscono un quadro sempre più preciso della zona in epoca italica e romana, per le quali, già in precedenza, scoperte sporadiche avevano fornito dati piuttosto incerti.
Più d'uno studioso ritiene certo un consistente insediamento longobardo nei pressi del paese attuale, ipotesi suffragata da alcuni toponimi e dal culto di Sant'Angelo, protettore della stirpe longobarda, a cui venne eretta una chiesa intorno al Mille.
La più antica attestazione scritta del paese risale al 933; spesso in questi documenti del primo medioevo il nome del "castrum" viene indifferentemente citato come "Canzano" e "Cansano".
Da ricordare anche, per il periodo medievale, il piccolo villaggio di Pacile, sorto sulle rovine dell'insediamento italico di Monte Mitra, attualmente diviso territorialmente tra Pettorano e Cansano.
Nei secoli seguenti il piccolo feudo, come la maggior parte di quelli limitrofi, fu dominato e spartito tra varie signorie. Da un'originaria torre di difesa ed avvistamento, sorta nel periodo medievale, si sviluppò un vero e proprio "castrum" e a partire dal XVI secolo ulteriori sviluppi edilizi connotarono definitivamente l'urbanistica del paese.
Ambiente
Piccolo centro abitato posto a circa 835 m s.l.m., si distende in senso appenninico seguendo l'allineamento dei maggiori rilievi che lo delimitano.
Sorge su di un modesto altopiano che si affaccia sulla grande pianura di Sulmona in direzione ovest, con alle spalle i rilievi di M. Porrara e Pizzalto.
Se fino a poco tempo fa Cansano era noto più come transito per chi si dirigeva verso i centri turistici confinanti di Campo di Giove e di Pescocostanzo, oggi questo paese rivendica un suo ruolo attivo nello scenario turistico grazie agli importantissimi ritrovamenti archeologici.
Enogastronomia
- dolci tipici
- pizze fritte
- polenta
Da Visitare   Manifestazioni
- Zona archeologica (in corso di scavo), area sacra con tre templi (IV sec. a.C.-II sec. d.C.)
Vedi l'immagine - il collegamento si aprirà in una nuova finestra Resti del borgo fortificato medievale (5), con edifici molto conservati e con particolari architettonici originari
Vedi l'immagine - il collegamento si aprirà in una nuova finestra Chiesa di San Nicola (6), fondata nel XIII secolo; attualmente conserva all'interno stucchi di notevole valore artistico, opera dei fratelli Feneziani (primi decenni del sec. XX)
Vedi l'immagine - il collegamento si aprirà in una nuova finestra Chiesa parrocchiale di San Salvatore (sec.XVIII)
- Museo
apertura, orari:
  24 - 26 giugno:
S.Giovanni Battista patrono
S. Antonio e S. Nicola
1° sabato di agosto:
Sagra dell'agnello e formaggio
16 - 17 -18 agosto:
S.Rocco S. Donato e Madonna della Neve
6 dicembre:
Benedizione dei Pani di San Nicola
31 dicembre:
Sant' Salviestr
serenata di capodanno
Templi Italici

Dominata e protetta dal centro fortificato di Colle Mitra, posta sulle alture che chiudono a meridione la Conca Peligna in località Polmare, o Pantano-Tavuto, nel territorio comunale di Cansano, una importante area archeologica viene recentemente indagata con campagne di scavo sistematiche. Individuato da più di un secolo e da tempo oggetto di varie segnalazioni e di scavi clandestini che ne hanno depauperato irrimediabilmente le ricchezze, il sito archeologico evidenzia la sua complessa articolazione.
Abitato, necropoli e santuario ebbero il momento di maggiore frequentazione tra la fine del IV sec. a.C. e la metà del II sec. d.C., e sono posti in relazione all'asse stradale che poneva in comunicazione l'area peligna con quella sannitica. Le strutture superstiti, anche dopo la fase architettonica di maggiore espansione, continuarono ad essere frequentate, pur con un diverso utilizzo, nel sito che rimase per lungo tempo un luogo di sosta, ed incisero con la loro presenza nel paesaggio: sul pianoro di Pantano le ripartizioni agrarie, con le macere e i confini erbosi, segnano ancora l'antica fisionomia di un ambiente silenzioso, dalla memoria millenaria.

Santuario
All'interno di due recinti murari affiancati e posti su livelli diversi, separati da un grande muro in opera poligonale di sostruzione del terrazzo maggiore, erano stati costruiti in più fasi tre edifici sacri: sul terrazzo superiore, ad un tempio in opera quadrata di epoca italica, se ne affiancò successivamente un altro in opera cementizia, reticolata, di epoca romana. Un accesso laterale poneva in comunicazione il recinto maggiore con quello più piccolo posto sul terrazzo inferiore, ricavato sul leggero pendio occidentale del pianoro. All'interno di questo ulteriore spazio sacro, allineato con i templi maggiori, era un sacello dedicato al culto di divinità femminili. L'abbandono repentino di questo luogo di culto viene datato alla metà del II sec. d.C., contemporaneamente alla frana che seppellì il santuario di Ercole Curino a Sulmona.Un deposito votivo ha rivelato una serie di reperti in bronzo, ferro, terracotta e oro databili tra la fine del IV sec. a.C. ed il II sec. d.C. Si tratta di statuette, teste votive e raffigurazioni di buoi in terracotta, oggetti in bronzo, monete, fuseruole, parti anatomiche realizzate in argilla, pesi da telaio, balsamari. Una statuetta che rappresenta l'abbraccio tra Cerere e Proserpina, le divinità legate ai cicli stagionali nel mito del passaggio della giovane agli Inferi e al suo ritorno primaverile sulla terra, ha fornito alcuni elementi che concorrono a delineare gli aspetti religiosi di queste architetture sacre.

Sacello
All'interno del sacello, posto nel recinto inferiore, giacevano molti oggetti relativi al mundus femminile: balsamari vitrei, aghi crinali, specchi, laminette d'oro. Lungo la parete esterna del sacello sono state portate alla luce statuette femminili identificate con la raffigurazione di Herentas, la Venere italica, insieme a teste femminili in terracotta, a balsamari fittili e vitrei, a lucerne, a frammenti di una coppetta in pasta vitrea azzurra, ad uno strigile in vetro.

Luogo di culto
Un deposito votivo ha rivelato una serie di reperti in bronzo, ferro, terracotta e oro databili tra la fine del IV sec. a.C. ed il II sec. d.C. Si tratta di statuette, teste votive e raffigurazioni di buoi in terracotta, oggetti in bronzo, monete, fuseruole, parti anatomiche realizzate in argilla, pesi da telaio, balsamari. Una statuetta che rappresenta l'abbraccio tra Cerere e Proserpina, le divinità legate ai cicli stagionali nel mito del passaggio della giovane agli Inferi e al suo ritorno primaverile sulla terra, ha fornito alcuni elementi che concorrono a delineare gli aspetti religiosi di queste architetture sacre.

Cerere e Proserpina
Sembra documentata nell'area archeologica di Cansano la presenza di un santuario dedicato, tra le altre divinità, a Cerere e a Venere, attestate da una serie di iscrizioni in dialetto italico ed in lingua latina in area peligna. Non sono finora direttamente attestate le divinità venerate nei templi del terrazzo superiore del santuario: se ne possono ipotizzare le attribuzione ad Ercole e a Giove: il toponimo ipotizzato, mansio Jovis Larene, desunto da uno degli antichi itinerari stradali, la Tabula Peutingeriana, può essere considerato il segno della persistenza, se non del culto, almeno del nome dell'insediamento.

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