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TEMPO LIBERO
- Biblioteca Comunale
- Banda Musicale
- Centro Sociale Polivalente
- Campi sportivi: tennis, calcio, calcetto
- Palazzetto dello sport
Storia
Frequentato già dall'età del ferro, come testimoniano resti di tombe a circolo e di mura megalitiche sulla vetta del M. Plaia, il territorio di Introdacqua dovette essere stabilmente abitato fin dall'età romana, come dimostrano anche i ritrovamenti di numerose epigrafi antiche.
L'origine dell'odierno centro abitato risale all'epoca medievale ed è solo dalla fine del X secolo che si trova citata "Intredacque", feudo dei Conti di Sangro.
Le principali signorie che tennero il feudo furono, oltre ai citati di Sangro, i Conti di Capua, d'Aquino, i Marchesi d'Avalos e, ultimi, i Trasmondi.
La fortificazione d'epoca normanna fu rappresentata anche in una formella del portale di San Clemente a Casauria (Interaquas) della fine del XII secolo, pur appartenendo come feudo alla Diocesi Valvense.
Resti dell'antico borgo fortificato, ormai abbandonato, e sviluppatosi intorno ad uno splendido esempio di torre cintata, rimangono nel punto più alto dell'insediamento, sovrastante il paese attuale. La torre è a base quadrata: si tratta di un particolare tipo di fortificazione, posta nel punto più alto dell'abitato antico.
Ambiente
Il nome del paese non desta dubbi circa l'importanza che
l'elemento acqua ha avuto nel passato ed ha ancora oggi.
Infatti il ridente centro abitato incastonato tra rilievi collinari
e alla confluenza dei due valloni di Contra e di S. Antonio,
è ricco di acque che nascono dalle innumerevoli sorgenti
poste dietro il paese, dove si erge il M. Genzana (2170 m),
che divide con Scanno e con Pettorano sul Gizio e che costituisce
il grande serbatoio idrico del comprensorio. Le abbondanti acque
provenienti dai rilievi andavano e vanno ad alimentare i canali
irrigui che nel passato hanno regalato a questo paese una fiorente
agricoltura . Il territorio vanta altri luoghi importanti per
valore ambientale, come M. La Plaia, la Fonte dei Palombi e
il Rifugio Pelino.
Enogastronomia
- spezzatino d'agnello con uoca e limone o con cicoria
- pizza rustica della vendemmia
- pizza con gli sfrigoli
- mandorla terrata
- brodo con verdure e polpettine
- frescariel (polenta morbida con salsicce e verdure)
- dolci tipici
Da Visitare
Manifestazioni
Resti del borgo medievale e torre
cintata (sec. XIII)
-
Palazzo
Trasmondi, bell'edificio
gentilizio del XV secolo, prende il nome dagli ultimi
feudatari che lo abitarono
Chiesa parrocchiale della SS.
Annunziata, ricordata già nel XII secolo, ha un bel
campanile in stile romanico. All'interno notevoli opere
di arte sacra e affresco di S. Cristoforo
-
Chiesa della SS. Trinità, fondata nel
sec. XI, l'aspetto attuale risale al XVIII
secolo
-
Chiesa del SS. Sacramento, del XVII
secolo
Fontana Vecchia (1706)
-
Chiesa di S. Giovanni Battista (fondata
intorno al Mille), con affreschi originari
-
Porta della Terra, sormontata da uno
stemma dei Trasmondi
17 Gennaio :
S.Antonio Abate - fuochi rionali e distribuzione dei "renete"
Pasqua:
Madonna che "Vele" - rappresentazione della madonna che "vele" Pasqua:
Animesante - processione Luglio/agosto:
Madonna del Rosario - festa religiosa 13 agosto:
Sagra della porchetta e del prosciutto 20 agosto:
SS. Feliciano e Antonio - festa patronale Variabile agosto:
Festival Internazionale del Folklore Variabile settembre:
Madonna Addolorata e S.Rocco Novembre:
S.Cecilia
Banda Musicale
La
caratteristica distintiva di Introdacqua è la musica,
concretizzata in una Banda, vanto non soltanto del paese,
ma di tutta la regione Abruzzo. Questo rappresenta indubbiamente
un caso particolare, con una diffusione capillare del culto
della musica (nel senso del "suonare") in quasi
tutte le famiglie. Storicamente non è agevole trovare
un punto preciso di riferimento per la nascita della Banda,
trattandosi di un fenomeno maturato lentamente nel tempo.
Comunque si parla, un po' forzatamente, addirittura
del 1770. E' il paese - rara avis - in cui ogni anno
si festeggia Santa Cecilia, protettrice della musica, riunendo
il maggior numero possibile di musicanti locali. Il generale
declino di un certo tipo di ascolto, legato nello stesso tempo
al cambiamento del gusto e alla diffusione dei mezzi di riproduzione
meccanica della musica, non poteva non toccare anche la Banda
di Introdacqua. Ciò che il tempo e le mode non potranno
mai scalfire, però, è la memoria delle lunghe
tournées annuali, che portavano il soffio dell'arte
in tante e tante piazze.
Un caso particolare
Molti dei suoi figli sono stati e sono onorevolmente impegnati in importanti complessi musicali un po' dovunque, in Italia e all'estero, poiché il paese è sempre stato un rigoglioso vivaio, in cui si sono formati elementi validi a tutti i livelli, dal più umile al più alto. Il nativo dono di una spiccata istintiva musicalità, estrinsecatosi nel tempo attraverso la Banda, ha costituito e potrebbe ancora costituire un valido elemento portante di questa comunità, se si potessero (e volessero) ripristinare ad ogni livello quelle positive condizioni oggettive e soggettive, che sono alla base di ogni realizzazione di ampio respiro.
Nascita
Un documento interessante è quello costituito da un atto di nascita esistente nell'archivio del Comune, riguardante l'anno 1814, in cui tale Rinaldo Federico, padre di un neonato e dichiarante, alla voce "professione" fa scrivere "bandista", così, senza mezzi termini, segno di una acclarata professionalità che doveva andare ben oltre il dilettantismo, pur largamente diffuso in questo ambito. Il Federico, da notare en passant, appone in modo chiaro la sua firma; cosa più che insolita, fra le tante croci di analfabeti che affollano i registri di quei tempi.
Tournées
Alcune esibizioni sono particolarmente meritevoli di ricordo: a Roma nel 1920, 1922 e 1949; a Sanremo, nel 1931 e 1949; a Pesaro, nel 1950. A questa Banda fu affidata, nel 1949, la colonna sonora del film "Signorinella", con la debuttante Antonella Lualdi ed uno smagliante Gino Bechi, per la regia di Mario Mattoli.