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- Centro Anziani
- Percorsi Naturalistici: M. Castellano (pineta), e M. Montefino, fiume Aterno
Storia
Fin dal secolo scorso scoperte fortuite nelle vicinanze del paese attuale accertarono la presenza di vestigia dei più antichi insediamenti, precursori della Vittorito medievale. In particolare tratti di mura poligonali rinvenute sul Monte Castellano ci riportano agli insediamenti fortificati italici, presenti in più punti della Valle Peligna, sulle alture più strategiche.
Una fase italica è testimoniata anche dalle importanti strutture murarie sottostanti alla chiesa attuale di S. Michele Arcangelo. Si tratta senza dubbio di un antichissimo tempio, parte di una zona sacra di un probabile villaggio di età preromana esistente nelle vicinanze. Anche per il primo medioevo la chiesa ha restituito importanti testimonianze, consistenti in alcuni arredi sacri risalenti al IX-X secolo, periodo in cui il paese, pur non essendo ancora fortificato, doveva già essersi attestato nella posizione attuale. Dal XII secolo troviamo ampiamente citato Vittorito, il suo castello e alcune chiese. L'incastellamento avvenne all'inizio del XII secolo: tuttora il profilo del paese, sovrastato dalla torre e dal palazzo baronale, risulta inconfondibile. L'originario nucleo medievale si sviluppò soprattutto nel XIV-XV secolo, come mostrano le testimonianze architettoniche più rilevanti, tra cui il bel palazzo fortificato sotto al castello.
Ambiente
E' il paese della Comunità Montana Peligna posto più a nord; si affaccia sull'ultimo tratto del fiume Aterno ad est ed è cinto da sud ad ovest da rilievi montuosi calcarei, tra i quali svetta su tutti il M. Mentino. E' giustamente famoso per la sua tradizionale vocazione vitivinicola che lo ha portato ad essere conosciuto in tutta la regione ed anche oltre. Grazie ad una favorevole posizione geografica e ad un sistema di colline argillose e terrazzi naturali, Vittorito e il suo territorio costituiscono il giusto ambiente per la favorevole crescita e produttività delle viti
Enogastronomia
- patane e fasciule rifritte nell'assogna (lo strutto)
- patate ingorde sotte a iu coppe
- quajatieije e taccozze e fasciule
- pizze de ranninie
- pizzelle
- coperchiole farcite con marmellata d'uova e mele cotogne
- A Natale gli squisiti caucenette e gli scarponi con impasto di mosto cotto.
- vino montepulciano e trebbiano
- olio
Da Visitare
Manifestazioni
Chiesa di S. Michele Arcangelo, con caratteri quattrocenteschi ma fondata precedentemente; è costruita sul podio di un tempio italico; all'interno due interessanti cibori.
Chiesa di S. Maria del Borgo (sec. XV), a tre navate, con stucchi ed affreschi cinquecenteschi.
Fortificazioni e torre medievali (sec. XII-XIII): il paese, nella parte più alta, conserva perlopiù la struttura fortificata originaria.
Fonte "da Piedi" - Si trova a qualche centinaio di metri dal centro abitato, sulla via campestre che scende più ripida verso il fiume Aterno; è costituita da due ampie nicchie, rifinite con arco di pietre.
Belvedere Peligno Monumentale edicola in stile dorico, costruirta sulla sommità del monte Castellano( 657m)
3 febbraio:
Festa S. Biagio - festa in onore del padrono Pasqua:
Manifestazioni Settimana Santa 21 - 22 maggio:
Festa Madonna del Borgo 27 agosto:
Sagra del vino 3 settembre:
Festa S. Antonio 4 settembre:
Festa S. Rocco
vittorito "Città del Vino"
Montepulciano
Vittorito da secoli ha legato la propria storia alla vite e al vino e lo splendore dei vigneti oggi visibili è poca cosa rispetto alla realtà del passato. La superficie vitata si è progressivamente ridotta e anche l'ubicazione dei vigneti ha subìto notevoli sconvolgimenti. Fino a qualche decennio fa l'altitudine media del vigneto vittoritese era maggiore, neanche il sesto d'impianto corrispondeva a quella attuale. L'allevamento era prevalentemente a filare basso. Gran parte dei vigneti si trovava nella zona alta delle campagne, più asciutta e meno soggetta a brinate. Per generazioni molti vittoritesi hanno avuto come attività quella di "innestatori" di vigneti.
Vitigni
Il vitigno più coltivato era ed è il Montepulciano d'Abruzzo. Gli altri vitigni coltivati a Vittorito sono tutti a bacca bianca: il Camplese (assimilabile alla Passerina), le Malvasie, i Moscati e l'abbottavott (Cococciola). In talune zone, oggi non più vitate, la forma di allevamento era ad alberello. Ciò che sancisce la migliore qualità delle uve di Vittorito è un complesso di fattori legati al terreno, che sono: il microclima, caratterizzato da notevole ventilazione, le temperature estive piuttosto elevate nelle ore di maggiore insolazione, ma piuttosto fresche nelle ore notturne, terreni molto eterogenei, dotati di uno scheletro tale da evitare ristagni di umidità, l'esposizione a est, caldo quanto basta ad evitare l'accumulo di malattie, ma non troppo caldo che rischierebbe di cuocere l'uva e di ridurre oltre misura l'acido tartarico utile per ottenere vini sani e longevi.
Vinificazione Per quanto riguarda la vinificazione, si è praticata per secoli quella in rosso, per produrre quel vino molto pigmentato che volgarmente e impropriamente si definisce fermentato. Oggi, purtroppo, la quasi totalità dell'uva Montepulciano d'Abruzzo di Vittorito, viene vinificata in Cerasuolo, appiattendosi su un livello qualitativo di certo inferiore a quello che potenzialmente compete a tali uve.